2014 LAPPONIA - Marino Rota

Partecipanti


  • Noce
  • Matteo
  • Riccardo
  • Emilio
  • Luca
  • Saccaggi
  • Giovanni
  • Davide
  • Franz
  • Sergio Esposti

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Introduzione
Il buon Marino, accompagnato da Gianni Furiosi, partecipando all'edizione 2013 del Saccaggio Pike Trophy incassa l'adesione dell'intero gruppo. Nonostante le diverse preferenze porterebbero a selezionare 3 o 4 mete diverse, su tutto, prevale la volontà di partecipare tutti assieme alla spedizione 2014.
La meta rappresenta sicuramente il miglior compromesso per la pluralità di soluzioni "pescatorie" che propone; durante l'anno, infatti, una bella fetta del gruppo ha maturato il desiderio di intraprendere l'esperienza della pesca a mosca.
Molti del gruppo si prefiggono fin da subito di dividere i giorni a disposizione tra una pesca pesante (prevalentemente orientata al luccio) ed una più "soft"; il sottoscritto, per l'appunto, partiva attrezzato fino ai denti con: roba da jerk, spinning trota ed attrezzatura da mosca.
Non nascondo che al Marino, prima di partire, abbiamo rotto un po' le palle per le necessarie rassicurazioni; per contro, tutto è andato alla grande e con piacere non possiamo che confermare che siamo stati ripagati con un Servizio ottimo sotto tutti gli aspetti.

Nonostante qualche piccolo "scazzo", inevitabile quando si unisce un gruppo così numeroso ed eterogeneo, il Saccaggio FT ottimisticamente esce dalla spedizione forse rafforzato, con una nuova avventura condivisa da raccontare!

La vacanza è risultata meravigliosa sotto parecchi aspetti, come non menzionare:
  • il senso di libertà che abbiamo provato (liberi di organizzare a piacere la giornata e di muoversi come lo si desidera, alla fine abbiamo mediamente fatto 2000km in auto)
  • l'essere circondati da un paesaggio stupendo tra laghi, fiumi e tramonti mozzafiato
  • il pescare fino a tardi la sera, godendo del sole di mezzanotte
  • ...

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Periodo - 27/6, 7/7



La vacanza è stata veramente intensa, ogni giorno partiva verso le 7.30 e finiva dopo mezzanotte. Ho cercato di vivere ed assorbire ogni minuto del tempo a disposizione, consapevole della fortuna e del privilegio di cui potevo godere.
Io, Sak e Sergio siamo partiti un paio di giorni prima, il venerdì, e la vacanza, non vorrei dirlo, è stata inverosimilmente troppo lunga; il sottoscritto, alla fine, era esausto; al rientro mi ci è voluta una settimana intera per ripigliarmi un po'!
Riassumendo siamo partiti il venerdì 27 giugno e siamo rientrati lunedì 7 luglio - 9 gg di pesca!!



Venerdì - 27/6 Partenza


Come al solito ci appoggiamo al nostro Corrado ed al suo Taxi Po per il trasporto verso l'aeroporto, alle 8.15 passa da Brescello e poi via per Reggio a Recupare Saccagg. Al casello troviamo il modenese Sergio Esposti che condividerà con noi il viaggio di andata.

Appena imboccata l'autostrada sorpassiamo il furgoncino del Gonzo e ci fermiamo al casello di Parma per un ultimo saluto-imbocca al lupo; povero Gonzo quest'anno ha dovuto rinunciare per via delle spese legate al matrimonio del figlio!

In fretta arriviamo a Milano, tutto va a meraviglia, al check in riusciamo a combinare il trasfer col viaggio interno e paghiamo  60 euro per imbarcare il tubo.

Giunti ad Arlanda, il principale ereoporto di Stoccolma, rimaniamo un po' disorientati, hanno appena completato un nuovo ampliamento, è tutto bellissimo. Chiediamo per saltarci fuori e riceviamo l'indicazione di dirigerci al "Terminal 4 - Domestic Fly".
Il volo interno dura quasi 2 ore ed arriviamo a Lulea verso le 19.30; recuperiamo i bagagli, all' avis troviamo una signora che parla un po' italiano, ci dice che ha vissuto in giovinezza genova, bene, non c'è stata necessità di sfoderare il nostro raffinato inglese.
  
Fatichiamo un po' col navigatore perchè sulla Hiunday i40 che ci danno, non troviamo la presa dell'accendino; verso le 20.15 salgo con Sergio e partiamo, il paesaggio è il solito, anzi, sul mare l'ambiente è ancora più bello. La zona di Lulea ci appare molto più popolata, la densità di case ci sorprende per la latitudine. 
Dopo Pitea tagliamo verso l' interno e,  nei pressi di Borgstrank, vediamo una freccia: "Mala 45 km". Non ho ben capito se la scelta sia stata la migliore però siamo contenti perchè, poco prima di mezzanotte, siamo a Grandselegarden. 
Marino è lì ad aspettarci, ci facciamo un'ottima pastasciutta in sua compagnia mentre ci racconta un po' come vanno le cose. Ci buttiamo a letto scegliendo la Stanza "Guidetti" con vista sul Vindel.

Sabato - 28/6 Ljumby

Per colazione facciamo la conoscenza del mitico "Lurenzin", è un piacere vedere l'amore con cui Marino si spupazza il suo erede, è un bel bimbo, con due occhioni dolci e furbetti che non possono che conquistare chiunque. Tutti i presenti, infatti, gli dedicano attenzioni e coccole, soprattutto i nonni materni che conosciamo in quel frangente. Rivediamo con gioia il grande Dante, sempre lui! Ci presentiamo anche alla New entry Lucia, una ragazza dalle notevoli "bombe" che dà una mano con la casa a Stefania ;-]

Utilizziamo la mattina per recuperare le energie spese nel viaggio e per sistemare l'attrezzatura. 
A metà mattina prendiamo la strada per Mala dove non possiamo che entrare nel negozio del mitico Uffes, qui acquisto Mygga e Topolini da Fly.









A metà rientro facciamo tappa alla fermata dell'autobus, qui Andrea inizia a "pocciare" le sue tope nelle acque lapponi ed iniziano le catture; con la sua topina marrone, con grub coca cola, fa secchi tre esox, proprio sotto la cabina prende per ben due volte lo stesso luccio che battezziamo subito "Igor", per la sua "gobba", forse proprio uno di noi l'ha maltrattato un po' negli gli anni passati, ha il filone della schiena tutto storto!
Due lancia anche a Brannas ed anche qui un luccetto non resiste alla creatura del Maurizio!
A pranzo, una pastasciutta, condita con un Salmone catturato da Dante, ed un bel bisteccone, ci sfamano; Marino abbozza il programma della settimana. Caffè e partenza per il lago Ljumby. Sergio decide di rimanere nei pressi del lodge a recuperare tutte le forze.
Il clima si presenta dolce, in cielo qualche nuvola, 12 gradi ed una leggera brezzolina ci accarezza. 
Caliamo la barca ed iniziamo a pescare approcciando la riva destra; peschiamo male e disordinati per un paio di ore pensando di prendere facile, non è così. 
Durante il secondo "stricco di pancia" del nostro Homer-Saccaggi monto la canna da Mosca.
 Si conferma  quanto diceva Marino la sera prima: la stagione è indietro, nessuna cannella e zero piante grasse con fiori rosa. Decidiamo di cambiare passando alla riva opposta; cerchiamo le baie "inerbate" e con un bello scarroccio iniziamo a prendere. Ogni tanto 2 lanci col topino ma niente. Decido di usare il Buster Jerk color pike ed inizio a prenderne con un po'  di continuità; Sak replica con slider e topa flash. 
C' è un silenzio fantastico, solo noi in tutto il lago, verso sera spariscono nuvole e vento. Godiamo del bel tramonto che colora di rosso il cielo dietro le colline. Pesce da segnalare: un 83 incazzatissimo che pretende di trainare la nostra barca. Abbastanza spesso dobbiamo smettere di pescare e recuperare le nostre esche, incagliate ai rami che riempiono la nostra zona di pesca.
Ridendo e scherzando saliamo in macchina a mezzanotte, l'auto segnala 5 gradi, brr che freddo! 
Finiamo con una decina a testa, bella giornata. Al rientro doccia e letto, l'orologio segna le due :-[[

Domenica - 29/6 

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Alle 8.00, a fatica ci svegliamo, solo la splendida colazione che ci attende, ci convince ad uscire dal calduccio del letto.

La giornata è stupenda, un bellissimo sole, e la temperatura in aumento (18°), non mi rendono così felice quanto lanciare, una coda 3 fornita da Sergio, nel prato fronte lodge! Sempre sul fronte della casa, il buon Marino ha appena terminato di costruire una bellissima altalena per il figlioletto, bravo Rota, sei un'artista, in due e due quattro...

Partiamo in macchina con Dante e Sergio, direzione: il posto segreto di Dante sul Vindel; il luogo è stupendo, il fiume mi lascia senza fiato, cerco di fissare nella memoria le immagini ed i colori che mi circondano. Non prendo nulla, ma dopo tanta bellezza, questo non risulta minimamente rilevante!


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Dante e Sergio mi chiamano, vogliono spostarsi, mi violento parecchio per lasciare quelle affascinanti rocce vulcaniche, nere, irregolari, su cui salto per raggiungere l'auto.

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Ci spostiamo nell'altro regno del Dante, il lago di Brannas; sulla riva posiziona diverse canne a fondo, dopo averle armate con dei bei begoni scodinzolanti, i risultati non tardano ad arrivare; un paio di persici reali notevoli vengono salpati, qui il catch and release non viene applicato, andranno a guarnire il risotto che ci papperemo in seguito.

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Giro un po' qua, ed un po' là, scattando un sacco di foto, la mattina, del resto, è dedicata al relax. Per ora di pranzo siamo già con le gambe sotto il tavolo, la Stefy ci serve un ottimo Risotto con formaggio, patate e salvia. Come secondo mi spetta il polpettone ma non mi perdo l'occasione di assaggiare il Temolo al cartoccio che Sergio mi propone, veramente speciale.

Facciamo un piccolo riposino e, per le 15.00, siamo già in partenza per bissare il lago Ljumby; 18 gradi e la voce di Eddie Vedder creano la necessaria atmosfera. 
Ho pianificato fin da casa che, la colonna sonora di "Into the wild", sarà il sottofondo che ci accompagnerà per tutta la vacanza; mio desiderio era quello di impregnare quelle note delle sensazioni provate lì, così da ritrovare, quelle emozioni anche a casa, una volta risentite le stesse melodie. Devo dire che ha funzionato ;-]

Come al solito Sak vuole fare una tappa al lago prima di Mala, dalla fermata della corriera; in due lanci prende un bel pesce. La cosa ancora più incredibile però è che, prima di salire in auto, riesce a riprendere Igor nello stesso punto del giorno precedente, incredibile, e giù a ridere!

Giunti sul Ljumby ci piazziamo sotto al cartello per le foto di rito; mi sbaglio ed al posto dell'autoscatto faccio un piccolo video...

Carichiamo la barca e prendiamo il primo braccio a sinistra, arriviamo in fondo alla gola con qualche luccetto nel carniere ma poca roba; passiamo alla sponda opposta, da dimenticare.
Iniziamo il secondo braccio con i migliori propositi ma niente, un vento freddo ci picchia sulle spalle e gela ogni nostra aspettativa di fare un big. A confortare la nostra delusione arriva la chiamata del Fiuma con cui facciamo 4 chiacchiere aggiornandolo sull'andamento giornaliero.
Verso le 20 mangiamo un panino e passiamo sul lato assolato; torno a prendere un pesce, dopo parecchio, col solito buster pike. Riprendiamo un po' di carica ed anche Andrea va "fa strike". Iniziamo una zona interessante, con erbe e il vento alle spalle, promette bene. 

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Preso dalla disperazione tiro fuori il frullino, che finora non avevo ancora usato, alla prima ansa stenco 3 pike, in 3 lanci, tra cui un bellissimo 90; cacchio mi ero dimenticato di come fosse micidiale questa esca qui in lapponia!!
Non ho la soddisfazione della foto perchè, proprio sotto barca, si slama e mi fa un bel salame; e dire che avevamo il guadino in barca, che pirla. Cmq bel pesce. 
Nel frattempo anche Sak spacca col frullo a conferma di come le vibrazioni del buzzer siano gradite ai piccoli draghi acquatici.
Nelle anse successive ancora cuccagna e risate; finisce la riva e propongo il rientro. Alle 11 siamo al pontile, sono cotto. Sak guida verso Granselegarden, anche il secondo giorno era andato!

Lunedì 30/6 - Arriva il resto del gruppo 
 
Colazione, alle 9.30 partiamo con l'indicazione della temperatura stampata sul cruscotto: 15 gradi.

Oggi si pesca sul lago di BLAVIKSJON, assieme con Sergio, Marino ci passa istruzioni e mappa; iniziamo il viaggio costeggiando il sempre affascinante Vindel, la coda dell'occhio è sempre posizionata sulla destra dove, tra intervalli di vegetazione, si presentano degli scorci d'acqua mozzafiato. La giornata è stupenda, sole e colori da urlo.
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Arriviamo sul lago e poco prima del ponte prendiamo la piccola svolta a destra.
Ad attenderci c'è un grossa barca dalle sponde rosse sula quale, anche se in tre, stiamo parecchio comodi.
Seguendo le indicazioni giriamo di 360° e ci dirigiamo verso la parte bassa del lago, dove l'acqua è meno fonda.
Iniziamo a pescare però non c'è un alito di vento ed il risultato è presto intuibile, prendiamo poco! 
Facciamo una trainetta per vedere i posti in attesa che lo scenario cambi.

Lanciamo qua e là ed alla mezza mangiamo, presi dallo sconforto pescatorio; l'occasione è buona per farci raccontare qualche storia dell'Esposti, io porto il ragionamento sulla mosca, considerando la sua esperienza in questo ambito.

Nel pomeriggio va un po' meglio,  Andrea e Sergio prendono 4/5 pesci a testa; il secondo di Sergio è un 77 cm e lui è felice come un bambino, dice di essere uno dei lucci più grossi della sua vita...noi siamo contenti per lui. Io sono sempre in "bianca"!

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Verso le 17 si alza un po' di vento prendo e riprendendo coraggio inizio a lanciare; catturo qualche lucciotto dopo aver attaccato con Sergio e spaccato tutto, il mio Albertini Red Tiger é rimasto sul fondo, va beh...
Al rientro prendiamo uno scroscio di acqua non indifferente ed io, un attimo prima in maniche corte, ho solo il tempo di infilarmi la giacca impermeabile; è qui che prendo freddo ed inizio ad avere mal di gola :-[

Il resto della ciurma è in viaggio, alle 18 si imbarcano sul volo interno per Lulea. Ceniamo ed attendiamo la loro venuta.
Verso le 22.00 arrivano parecchio affaticati, forse per quello, alcuni la prendono un po' male apprendendo la nostra sistemazione; Franz e Nocciolina accettano di andare nella casetta di legno, anche se in ritardo li ringrazio per questa disponibilità.
Non ho ben capito, ma da canto mio, non aveva assolutamente senso la pretesa che io ed Andrea ci spostassimo nello chalet, essenzialmente per due motivi:
- non c'era alcun accordo preventivo ed avevamo già tutta la roba stesa per la camera
- volevo che il gruppo si riunisse e superasse qualche frizione tra i membri, l'idea di segregarci là equivaleva a rimarcare la separazione tra alcuni di noi; l'idea di tornare a fare una spedizione tutti assieme doveva, al contrario, ottenere l'obiettivo opposto...

Martedì 1/7 - Il gruppo è ricostituito

Alla mattina, per fortuna gli animi sono parecchio distesi e la colazione è uno spettacolo con tutto il gruppo riunito, non mi sembra vero.
La temperatura è ancora in crescita, oggi il termometro, appeso alla colonna d'ingresso segna 20°, è un piacere stare sul prato davanti casa; Ricky, sotto gli occhi del gruppo, prova la coda 9 di Emilio che poi si esibisce in una doppia trazione "cattiva".
Io Sak e Riky facciamo un giretto a Mala per rimpinguare i serbatoi e per fare spesa "di frulli". Solita tappa alla fermata dove Sak prende un luccio in dieci lanci, purtroppo Igor non esce.

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Al supermercato non resistiamo al richiamo degli apprezzati kanenbullen, ne prendiamo un po', ai gusti più diversi, ma il classico alla vaniglia rimane il migliore! Giriamo per le poche strade del paese e notiamo con piacere "il giro" che c'è, un sacco di gente; nella piazza davanti alla chiesa c'è il pranzo del sole, come non capire questi lapponi che in inverno vanno a -30°.
Al rientro troviamo i ragazzi carichi come delle sveglie per gli 8 lucci, presi sul Vindel, nei pressi del lodge. Pranziamo nella bellissima sala, al secondo piano, in cui Marino ci ospita. Matteo e Davide non ci vanno sul sottile col solito Bregott.

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E' una bellezza vedere tutto il gruppo assieme. Io e Sak facciamo una barca e Davide e Giovanni l'altra, entrambe destinate a Blavik; il resto del gruppo pescherà in Ljumby. Davide e Giovanni sono super attrezzati con telecamere "di sopra e di sotto" per immortalare i momenti che ci attendono!

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Davide e Giovanni partono alla grande, con slider e topine in poco tempo sono quasi in doppia cifra; noi sbagliamo un paio di baie e siamo sempre alla rincorsa.
Il vento tiene per un po' e si prende alla grande, poi si spegne e cambia la musica; il lago sopra e molto bello, unisce gli erbai del lato sinistro a parti in roccia profonda più in alto. Prendo diversi Persici che sembrano "pitturati" dal gran che sono belli, troviamo dei cappellacci e proprio lì sotto, con lo spoon ne prendo diversi.
Verso le 20 si blocca tutto e tiro fuori la canna da mosca, lancio un po' col tramonto in faccia mentre chiacchieriamo con Davide e Giovenni sull'altra barca. Alla fine, grazie a Sak che ne smuove uno col frullo, aggancio il mio primo luccio a fly; sotto barca però si slama e niente foto. 
Tiriamo le barche a riva e verso le 22.30 siamo in macchina, ci lasciamo alle spalle un tramonto "da ricordare"; durante il viaggio di ritorno, piccolo pit stop alle cascate sul Vindel, sempre uno spettacolo.

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Mercoledì 2/7 - "Salmonificio"

Brusco ma piacevole risveglio, by Venturolli, con spruzzata di acqua termale avene: "che fa bene anche alla bega" ;-]]
Durante la colazione ciascuno ha il suo racconto da riportare, bella la storia di Nocciolina e Franconi che, in lotta con un luccio sulla barca, ne fanno di tutti i colori; il pesce fa incastrare l'artificiale nei pantaloni del Noce che, alla fine, non può che strappare l'ancoretta. Dal video si evince la frase: "a son rivè col breghi novi e vag a cà in breghi curti". Peccato non poter postare il video ripreso col cellulare, vediamo se riesco a recuperarlo ;-]

Oggi ci invertiamo i posti, se il grosso della ciurma va verso Blaviksjon, la coppia luca-sak ed il trio davide-giovanni-riky, si dirigono sul lago in seguito denominato: "dei mostri". Partenza ore 9.30, 19 gradi, sole.

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Costeggiando quel meraviglioso fiume che è l'Umea, arriviamo sul posto. Da subito ci facciamo conoscere, Saccaggi tiene banco e, col suo inglese maccheronico, entra in simpatia col tipo. Gli fa presente che siamo i famosi esponenti del Saccaggio Fishing Team ed estraendo la Carta d'identità fa capire a Martin che lui non è altro che il Presidente Saccaggi, in carne ed ossa. "Only 
Catch and release" è la frase più gettonata. Tra risate e strette di mano ci consegnano la mappa degli hot spot e ci portano alle barche.

Ci ritroviamo con gli altri e peschiamo assieme più o meno davanti alle vasche; la mattina scorre senza sussulti se non per un bel over metro perso da Riky con un piccolo Slider Rosso tigrato nero. Io pesco prevalentemente a Jerk e sbaglio diverse mangiate; diverse sono veramente spettacolari, per un paio di volte, il luccio sale a galla e con la testa fa volare in cielo la mia esca; solo dopo le spiegazioni del tipo capisco la faccenda. Davide prende un bellissimo 95 cm. Dopo pranzo ci separiamo e io e sak siamo a 3 o 4. 

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Verso le 14 incontriamo il Guardia pesca, è il marito della signora che ci ha fornito i remi alla mattina; con lui facciamo quattro chiacchiere. Si raccomanda, caldamente, di pescare nei pressi dei vasconi, sopra le erbe; ci dice che qui vengono da tutto il mondo, insiste nel dire: "this is a world class spot"! Ci racconta del diverso atteggiamento dei lucci al variare della luna, ci fa presente che adesso non è buono perchè siamo in luna crescente e gli amici esox mangiano svogliatamente, seguono l'esca ed a volte la buttano proprio via; qui collego quanto visto alla mattina e non posso che confermare la sua tesi. Si raccomanda di selezionare con cura la data della prossima spedizione in lapponia, solo in fase di luna calante i lucci si presentano nella loro vera indole aggressiva, non badano al sottile ed aggrediscono senza indugio gli artificiali. Questo lo terrò sicuramente in mente!

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Torniamo nei pressi delle vasche e cerchiamo insistentemente le erbe finchè non le troviamo; a quel punto prendiamo un riferimento di fronte ed uno sul lato che, incrociati, si intersecano proprio nel punto dove è presene la maggiore concentrazione erbosa. Da subito cominciamo a prendere ma non appena arrivano le 15.00 inizia a piovere ed a tirare vento in modo sostenuto. Da questo momento inizia uno dei ricordi di pesca più mitici di tutta la mia carriera alieutica. Passiamo un'ora incredibile, ogni passata è un pesce o un attacco, ma solo pesci esagerati! E' uno spettacolo vedere questi bomber arrivare alla velocità della luce sotto la barca e bloccarsi proprio davanti alle nostre esche. Mi accorgo che il buster, in quelle condizioni è un fuscello insignificante, scartabello nella cassetta e tiro fuori un bel patatone: il mio Punisher color scardola, non può fallire. Prendiamo a raffica sotto una pioggia insistente che non ci permette neppure di estrarre la macchina fotografica. Ogni passata sopra le erbe è una sorpresa, ci guardiamo e non crediamo ai nostri occhi! Saccaggi con la topona prende due over 90 e uno over metro, io ne sbaglio un sacco ma poi tiro su diversi ciccioni.

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Alla fine della mattanza siamo in doppia cifra; come al solito, quando si ferma la burrasca, si ferma il pesce. Ci guardiamo, consapevoli del momento magico che abbiamo vissuto. Soddisfatti ed appagati, ci spostiamo e cazzeggiamo un po'. Facciamo altri "pesci elica" a traina. Nel canale, formato dalla sponda e l'isoletta vedo un missile che esce dal profondo, si interessa alla mia esca ma poi desiste, peccato. Verso la fine della serata non possiamo che tornare sullo "spottone", io pesco a mosca, Sak tira fuori una spin fly rosa con cui fa secco un altro bel 90, e qui chiudiamo in bellezza! Alle 19 consegnamo remi e chiave e torniamo verso selegarden.
Giunti al lodge ci attende una cena degna della giornata trascorsa; il gruppo è carico come una molla, facciamo un casino da cinema. Marino ci fa mangiare come dei maiali, su tutto una grigliata di carne di alce da urlo!

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Giovedì 3/7 - Yuktan

Il giorno seguente ci diamo il cambio sul lago dei Mostri, ai nuovi avventori vengono date le preziose indicazioni per trovare "the grass"; Saccaggi, Davide e Giovanni ripetono il lago di Vladik mentre io e Riky affrontiamo lo Yuktan a Mosca.

Con la calma che contraddistingue il buon Cantarelli, ed in perfetta armonia con la tecnica di pesca approcciata quest'oggi, saliamo in macchina per le 10. La strada costeggia per un bel pezzo il Vindel, in direzione opposta a quella presa dal resto del gruppo. Tra un po' di chiacchiere ci accingiamo ad affrontare trote e temoli pescando a Mosca, l'abbiamo sognato per tutto l'inverno, fin da dicembre, quando abbiamo iniziato il corso al "Fly Casting" di Reggio Emilia.
A proposito del Fly Casting, non possiamo che ringraziare i membri del Club per la competenza, gentilezza e dedizione con cui ci hanno accolti; abbiamo ricevuto un abbraccio ed una disponibilità che è andata ben oltre ogni nostra aspettativa. Un grazie di cuore a Mauro Montermini, Sergio Rossi ed al Presidente Corrado Benassi, è grazie a voi se ora ci troviamo con delle code di topo tra le mani ed abbiamo iniziato a conoscere ed apprezzare questo nuovo e meraviglioso mondo!



Prima di giungere sul fiume passiamo per il bellissimo campeggio denominato "S
andsjogarden" posizionato sul lago "Sandsjön" (http://www.sandsjogarden.se/en/activities.htm); scesi dalla macchina facciamo un giretto e constatiamo di persona la sabbia presente sulle sponde.
Alla fine entriamo ed, aiutati da una svizzera che conosce 5 lingue, tra cui l'italiano, facciamo i permessi e riceviamo le indicazioni del caso; il permesso non ci viene dato, anche se siamo "fuori dal mondo" ci fanno capire che la carta qui è superata; la tipa, gentilissima, ci avverte che avremmo ricevuto, a brev,e un sms sui nostri cellulari, quella sarebe stata la prova del nostro pagamento (100 corone)!

Arriviamo alla piazzola dove Riky aveva già pescato con Sergio gli anni passati; guardandoci bene in giro ed apprezzando la bellezza della natura che ci avvolge iniziamo a predisporre le nostre attrezzaure. Entriamo in acqua, il fiume si presenta bellissimo ed accogliente, bello in piano con una correntina leggera adatta alle nostre prime mosse da  moschisti.



Non crediamo ai nostri occhi, stiamo iniziando a capire come lanciare, come muovere la coda per evitare dragaggio e, soptrattutto, prendiamo pesci; verso le 14.00 smettiamo con 7 e 4 temoli ed una trota a testa. Non è una pescata da supereroe ma per noi è un grande risultato!

Inizia a spiovigginare, saliamo in macchina e scendiamo un po' il fiume, curiuosiamo un paio di posti e decidimao di mangiare, in attesa che si apra un po' il tempo.
Poco dopo, torniamo al posto della mattina ma non bolliamo più, ci guardiamo negli occhi e decidiamo di provare a spinning, nella zona dove il fiume è più tumultuoso. Qui è uno spettacolo, in meno di un'ora facciamo più di dieci pesci a testa, i colori di queste trottelle sono meravigliosi. Verso le 19.00 decidiamo di rientrare.



Al lodge troviamo subito Nocciolina che ci racconta della loro avventura e dei lucci presi da Emiliano a fly, nel Salmonificio. L'altor pezzo del Saccaggio invece non è molto carico, ha affrontato una giornata poco fruttuosa con vento quasi inesistente.

A cena il Venturolli, per via dei risultati, non può che pagare da bere a tutti, il clima si riscalda e tutti a raccontare delle loro catture. E' serata di allegria e Franz torna a raccontare la storia dell'imbianchino ;-]

La cena con Pizzoccheri e dolci fatti in casa è come al solito eccezionale! Finiamo in bellezza con la classica passeggiata relax sul ponte e altrettanto classica foto del tramonto sul Vindel.



Venerdì 4/7 - Tutti a Fly

Gasati dall'uscita a mosca, il venerdì seguente un bel gruppo decide di visita le rive dello Yuktan; alla fine siamo in 6 che decidono per questa meta: Luca, Riccardo, Sergio, Matteo, Nocciolina ed Emilio. Il resto del gruppo opta per il collaudato Ljumby.

Giunti sul fiume, Sergio e Matteo si fermano nella solita piazzola, noi proseguiamo seguendo le indicazioni di Marino e raggiungiamo il terzo parcheggio. Ci armiamo di tutto punto ed attraversiamo il breve boschetto che ci separa dal fiume.

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Scendiamo una piccola pendenza e davanti a noi se presenta un angolo fi fiume da favola; sulla sinistra una piccola cascatella che si allarga in una piana dal fondo irregolare; subito penso: in mezzo a quei sassoni si nascondo di sicuro dei bei pinnuti...

Ricky ed Emilio vanno poco spora mentre io e Noce ci fermiamo proprio lì. Non faccio in tempo a montare la mosca che alcuni temoli iniziano a fare capolino con delle piccole e veloci bollate, l'adrenalina sale...
Lancio fiducioso a raffica ma non vedo un segno, provo diverse mosche col medesimo risultato. Noce al mio fianco invece lancia proprio sulle bollate e non tarda a prendere un temolo da spavento, grande, mollo tutto e vado ad immortalare la splendida cattura.

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Il posto è stupendo per il paesaggio e per le opportunità di pesca, nonostante ciò sono in "bianca più bianca"; Ricky ed Emilio, al contrario, tornano raccontando di diverse trotelle catturate a raffica. Ci sentiamo al telefono con Matteo e decidiamo di tornare per mangiare assieme, non prima di aver fatto un paio di foto davanti a quella meraviglia della natura...

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Un po' sprovvedutamente ci incamminiamo nel bosco senza curarci di seguire il sentiero precedentemente percorso; ben presto ci troviamo disorientati e perdiamo un po' la bussola. Gira di qua, gira di là, ma niente, non riusciamo a ritrovare il percorso ininiziale. Alcuni di noi si scoraggiano e chiamano Matteo: "Aiuto ci siamo persi, venite a salvarci". Per fortuna il mio cellulare trova segnale ed un po' grazie al sole, un po' grazie a google maps, becchiamo la direzione corretta. Ben presto ci troviamo nel parcheggio dove nel contempo arrivano gli altri, precedentemente allarmati. 
        Ciao, tutto bene? noi persi? ma dove! ma quando! tutto sotto controllo... ;-]] 

Decidiamo di tornare alla pool cara al buon Sergio Esposti e pranziamo assieme.

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Finito il break ci distribuiamo nella zona "buona", io decido di andare un po' in su a scoprire un diverso tratto forse meno battuto. In effetti la scelta risulta azzeccata, un temolo fa di tutto per ridicolizzarmi, bolla sulla mia klinkhammer ed io sono sempre una frazione di secondo in ritardo. Non mollo ed alla fine soddisfatto riesco ad essere più furbo di lui, è il mio temolo più bello della vacanza. Poco dopo arriva anche Emilio ed assieme a lui condivido ancora altre belle catture. Lascio un paio di mosche sugli alberi alle spalle, ma questo non fa notizia...

Soddisfatto scendo il fiume per pescare in compagnia e condividere il piacere di trovarsi in un posto da cartolina, tutti assieme; ed ecco proprio davanti a me il sole che fa capolino ed illumina di un arancio quasi irreale gli abeti e sullo sfondo gli amici "frustatori".

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Felice ed appagato li raggiungo e scatto con loro diverse foto a memoria di questi meravigliosi momenti.

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Ormai la giornata è fatta ed i pesci a nanna, per chiudere in bellezza mi affianco all'esperto Sergio, lui è lì, con le sue gambe tremolanti ed ancora non molla, mi spiega e mi invita a provare la sua coda #3, una meraviglia. Mi parla un po' delle sue difficoltà legate all'età e subito percepisco la sua piccola angoscia, data dalla consapevolezza che ormai queste sono le sue ultime "cartucce"...mi spiace un po' ma, egoisticamente, non posso che augurarmi di vivere, a quasi ottant'anni, le sue esperienze!

Torniamo e ceniamo accompagnati dalla telecronaca Brasile Colombia; i luccisti raccontano delle loro numerose catture e tutti siamo felici e contenti.

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Sabato 5/7 - Sul Vindel al "Tramonto"
 
Il mattino seguente mi sveglio con mal di gola e raffreddore, si fanno sentire le strapazzate dei giorni passati ed il freddo preso con le gambe a mollo sullo Yuktan. Provo la temperatura e mi ritrovo con un paio di linee di febbre, nooooo!
 
Nell'aria c'è un po' di indecisione sul da farsi ed io, data la mia situazione, decido per la soluzione più adatta al mio stato fisico: giretto a Lyksele in tranquillità. I compagni di viaggio sono Emilio, Riccardo e Sergio. Mi spiace un po' non replicare il Salmonificio ed il rinunciare ai Lucci stile Irlanda che scorrazzano in quel tratto di Umea, a malincuore lascio.

Giunti in città facciamo la solita vasca replicando le vecchie abitudini, in primis, il giretto al negozio di pesca. La giornata è splendida ed i lapponi non si fanno sfuggire l'opportunità di scaldarsi le ossa, una coppia gira e rigira per la via principale con una spider scappottata, stile america anni 70. Rientriamo optando per la strada più lunga e ripassiamo per il lago dove i nostri amici stanno pescando. Ci fermiamo al campeggio pensando di pranzare lì, in realtà la sala del locale sembra un reparto geriatrico e, presi dallo sconforto, scappiamo lasciandoci senza indugio il meteorite ferroso alle spalle!

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Poco prima del lodge ci fermiamo alle cascate sul Vindel e qui tiriamo fuori il packet lunch, godendo della luce e della leggera brezza presente ci spariamo il pranzo. Rientriamo in camera e mi butto sul letto, distrutto.

Alle 16 ci ritroviamo sul pianerottolo e dopo diversi tentennamenti decidiamo di tornare sullo Yuktan; Emilio non se la sente e rimane a Grandsele con Sergio. Nel frattempo la gola, grazie allo spruzzino di Nocciolina, smette di infastidirmi, grazie Noce!

Con un filo di forza mi infilo i waders ed assieme ci immergiamo nel fiume; sembra che la mia stanchezza si rifletta sui temoli che svogliati come non mai si mettono in stand by. Io non "bollo" mentre Riccardo e Noce riescono a marcare diverse volte il taccuino. 
Verso le 20.30 ritorniamo al "campeggio dalla sabbia dorata", richiamati dalla promessa di cenare con un bel salmerino e verdure. Chiacchieriamo e ceniamo in pieno relax, la sensazione è proprio quella di essere fuori dal mondo!

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Riprendiamo la macchina di buona lena, ci aspettano un'altra 50.na di km. A metà strada convinco i ragazzi a fermarsi sul Vindel, da diversi giorni avevo adocchiato quel posto, proprio sotto al ponte.
Con le canne da spinning scendiamo dal dirupo e poi superiamo la ferrovia, davanti a noi un tramonto mozzafiato che fa da degna cornice al poderoso fiume che qui si divide in tre bracci. Prediamo diverse trotelle fario, dai colori più sorprendenti. Non riusciamo a smettere, ognuno di noi vuole fare un lancio un po' più avanti, proseguendo sempre di più lungo la sponda. 
Il senso di libertà, provato quella sera, spero rimanga vivo in me per parecchio tempo...altro momento memorabile della spedizione!

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Domenica 6/7 - Ljumby

L'ultimo giorno ci vede su tre fronti: Davide, Sak e Franz al Salmonificio, Matte e Sergio sullo Yuktan, io-Ricky-Noce ed Emilio sul Ljumby.
 
Il mio stato fisico è in caduta libera, per fortuna la giornata è ottima con sole ed una leggera brezza tiepida. 
Salgo in barca con Emilio e puntiamo dritti alla zona calda, zona lato sinistro in alto, dalle baie; Noce e Ricky ci seguono. 
Entrambi proviamo a mosca ma Emilio è sicuramente più incisivo con uno streamer flash di 15 cm blu; pesca bene e non tarda a prendere un signor luccio con questa tecnica, lo misuriamo e non  posso che fare i miei complimenti al socio, un 80 cm a Fly, Grande Emiliano!

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Si alza vento ed il lago comincia a regalare pesci a profusione; mi diverto a cercare gli erbai nel centro del lago e qui col Jerk Wolfcreek non ne sbaglio uno. Torniamo verso riva e qui ci accade un'avventura da raccontare. L'acqua si tinge di marrone per via delle onde che infrangono la terra, capisco che il momento è buono; metto su la topina che subito mi regala una mangiata da togliermi la canna di mano, dopo pochi secondi però rimango a becco asciutto, tiro su e vedo il mio terminare il titanio tranciato nei pressi del punto di collegamento con l'anellino. Perdo tutto, compreso la mia bella topina marrone con grub coca cola; Noooo! Maurizio Miura dovrà tornare al lavoro per me quest'inverno!
Riprendo la pesca e nel giro di cinque minuti stavolta è Emilio con un jiggone made in Vallongo a fare bingo! Subito mi dice, Luca questo è Grosso, in effetti comincia un combattimento da ufo, Emilio è gasato come non mai, urla come un pazzo, la frizione lo segue cantando la melodia a noi così cara. La fenwich prestata da Matteo viene messa a dura prova, alla fine riusciamo a tirare in barca il mostro. Quando lo vado ad opercolare rimango di stucco, sul lato della bocca vedo il mio terminale, perso in precedenza. Della topa però non c'è traccia, seguo il filo in titanio fino allo stomaco del luccione che, dopo 5 minuti, non ha esitato ad aggredire anche il jiggone di Emilio, incredibile! Non me la sento di sbudellare quella meravigliosa creatura che slamo e porgo al socio per le foto di rito, un bel 95 cm!!

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Ci spostiamo e continuiamo a vedere delle belle mangiate, purtroppo il pomeriggio sta terminando e dobbiamo tornare per via della valigia e preparativi per rientro. 
Tiriamo la barca sul prato e mi sdraio al sole cercando di recuperare un po' le forze; Noce e Ricky si fanno attendere, poco dopo ci diranno che con l' esca di Giulio hanno bollano a manetta. 

Rientriamo presto ed alle 20 siamo a cena tutti assieme; al salmonificio è andata alla grande, il pezzo lo fa Davide con un bel 102.





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Dopo cena riposiamo un po' ed all '1 e 30 siamo pronti per la partenza, faccio in tempo a vedere la replica della finale di Wimbledon vinta da Novak j su Federer.

Lunedì 7/7 - Rientro

Salutiamo Marino, Dante, Stefy e Lucia, l'aereo a Lulea ci aspetta alle 6.20..
 
Viaggiamo la notte col sole dietro alle montagne pronto x sorgere, il serpentone di auto si snoda lungo le strade completamente deserte. Passando per Mala salutiamo Igor, primo pesce della vacanza; il Gobbo inevitabilmente ci ha portato bene!
Alle  2.15 sorge un'alba bellissima. Poco prima di Lulea ci fermiamo in un lungo rettilineo ed ognuno di noi esce dall'auto ed esegue la stessa azione:

 
Arrivati a Lulea fatichiamo a fare il pieno alle auto per via del limite dei 400 sek, boh questa non l'ho capita. Il parcheggio Avis è pieno e giriamo un po' per trovare posto, non è un problema dato il largo anticipo che ci concede anche una colazione in aeroporto. 
Alle 7.20 atterriamo a Stoccolma, solito giro per souvenir e regalini, imbarco verso le 9, arrivo previsto per le 12.00

Durante tutto il viaggio sopravvivo, raffreddore, un po' di febbre e discreto mal di testa mi fanno compagnia per tutto il rientro. Mi ci vorrà una settimana intera per tornare a sentire le gambe belle brillanti.


Grazie Lapland Lodge
A conclusione del racconto non posso che consigliare una vacanza in Lapponia per tutto quello che offre; il Lodge di Marino è di certo una sicurezza per chi vuole trovare un posto tranquillo, dove si sta bene e si spende il giusto! Un po' di promozione al Lapland Lodge non possiamo che farla dato il trattamento ricevuto in queste splendide giornate passate assieme.

     Grazie Stefy, Marino e Lurenzin ;-]